Plenilunio di Luglio

Il plenilunio non si fa desiderare.  

La Luna è lì, come sempre. Bella, indifferente. L’ho già vista, sai?  

La Luna, sì, l’ho già vista — ma non così.  

Non quando decide di mostrarsi intera.  

Non quando sembra capire quello che sento.


Io volevo solo un caffè, al sole, sul terrazzo.  

E invece — due sconosciuti tagliano un pino centenario.  

Tagliano il tempo, tagliano la memoria. Tagliano me.  


Allora scendo, corro, pago otto euro di parcheggio.  

Per sentirmi viva. Dentro la città.  

Viva, sì — ma tra i morti: zombie ben vestiti, eredi di soldi e assenza.  


Milano? No, meglio Varese.  

I Signori non nascono col codice di avviamento postale.  


Mi insultano, mi correggono.  

Fanno paragoni idioti, fuori contesto.  

Sanno tutto, capiscono niente.  

Così torno a casa: svilita, stanca,  

ma piena di energia e contraddizioni.


Ogni giorno offro possibilità. Ogni giorno capisco che ho fatto bene a scegliere me.  

Settembre arriva, lo so.  

Settembre è il mese in cui ci si conta. Si decide. Si resta o si va.  


Io non so cosa succederà,  

ma so che non sarò mai come loro.  

Perché Dio non eredita il conto in banca.  

E il rispetto non si tramanda.  

Io vedo, osservo.  

Loro pensano che non capisca.  


Ma io capisco eccome.  

Solo che non urlo — preferisco scrivere.


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