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Auschwitz Birkenau



il lavoro rende liberi auschwitz

Da domani sarà triste, da domani.
Ma oggi sarò contento.
A che serve essere tristi, a che serve.
Perché soffia un vento cattivo?
Perché dovrei dolermi, oggi, del domani.
Forse il domani sarà buono, forse il domani sarà chiaro.
Forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani, sarò triste, da domani.
Ma oggi, oggi sarò contento.
E ogni amaro giorno dirò,
da domani sarò triste.
Da domani.
Oggi no.

Anonimo

Birkenau


Questa foto è stata scattata a Birkenau, comunemente noto come campo di concentramento di Auschwitz II, quello in cui arrivava il treno


Birkenau è soltanto il nome adattato al tedesco della cittadina di Brzezinka, situata a circa 3 km dal campo di Auschwitz I. Anche Auschwitz è un nome tedesco, in realtà la cittadina si chiama Oswiecim, un nome troppo difficile da pronunciare per i tedeschi. 
Qui arrivava il treno e qui venivano sterminati gli ebrei. Oggi non c'è nessun forno crematorio visibile a Birkenau, perché è stata la prima cosa che i nazisti hanno pensato di far sparire. Ne rimane solo uno, che era stato costruito inizialmente come provvisorio, ad Auschwitz I, ed è l'unico attualmente esistente nel campo. 

Esisteva anche un campo numero III, quello di Monowitz (Auschwitz III), dove era presente l'impianto chimico di Buna Werke, la più grande fabbrica chimica dell'epoca. Primo Levi, conosciuto ai più come scrittore, era in realtà un chimico. La sua laurea gli regalò la salvezza, perché gli permise di essere assunto in questa fabbrica e di risiedere nel campo forse meno drammatico dei tre.
Oggi Auschwitz III non esiste più.

Nota