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Piazza del Duomo

Vedi, in fondo speri, e ti siedi sui gradini al buio. Non hai pensieri se non uno: cosa cavolo ci faccio qui? Non c'è neanche una transenna, non c'è neanche una tragedia, nella vita e nel mio cuore. Ma un telefono che suona e qualcuno che non risponde più.
Fa freddo e piove, un americano si inginocchia accanto a me e mi chiede se ho una sigaretta. E' l'ultima, ma rimani qui vicino a me, mica me la prendo, facciamo due chiacchiere in inglese.
Mentre passo la farmacia, la tabaccheria e le poste, il signorino dell'edicola mi guarda sorridente ma è un sorriso finto. Mica come quello di Piacenza, come ti guardano gli emiliani, si sa, non ce n'è.

E alla fine non importa se ci si incontra al bar o in albergo, basta che ci si incontri pure, prima o poi.
Alla fine non importa se l'indifferenza s'è presa tutto ciò che io non volevo, non importa se l'amore non c'è mai stato, non importa se un mese è troppo tempo per smettere di considerarsi.

Ciò che importa sono le città sempre diverse. Oggi Firenze, domani Pisa, dopo domani Milano.

Ora, guarda, lassù nel cielo dove mangiavamo i bomboloni, pensa. Ora che è novembre non li fanno più, fa troppo freddo. Ma tu, silenziosa, ma che ne sai? 


Iggy and The Stooges a Firenze

27 settembre, evento dell'anno a Firenze: un concerto gratis di Iggy & The Stooges in piazza della Repubblica, organizzato da quei fantastici elementi dell'Hard Rock Cafè. Ci si va che ci si va. L'evento di Facebook appare impazzito: non ci si crede che sia gratis, non ci si crede che piove (che tanto a Firenze non piove mai) e si va lo stesso. Nel pomeriggio in piazza ci son quattro gatti già inzuppati di pioggia e annaffiati dall'alcol, ma resistono ai venditori ambulanti cui viene, giustamente, consigliato di vendere birra a 99 cent piuttosto che ombrelli che poi a un concerto cagano solo il cazzo. Dopo la schiacciatina, si torna sotto e la gente aumenta ma si va anche ai cessi chimici, anche se s'è bevuto un botto e poi si spera di ritornarci, in quei cessi. Spetta e spera, come dicono in veneto, oltre che essere stati demoliti a neanche metà concerto, sono stati piazzati proprio al centro della piazza, un'idea geniale, come il palco ribassato, la Fiat Punto in mezzo ai coglioni, il sound che ti fa una pippa e i maxischermi inesistenti, che se sei alta un metro e un cazzo e c'hai mille pali davanti a te non vedi un cazzo manco se stai proprio sotto il culo del palco.

Piazzale Michelangelo - Firenze

Alcuni scorci di Firenze da Piazzale Michelangelo, immerso di bancarelle, turisti e tanto tanto sole!! Una Firenze stupenda!!




Ponte Vecchio - Firenze

Ponte Vecchio si trova nel cuore di Firenze, in una zona pedonale molto ricca e frequentata, caratteristica, con sfondo sull'Arno.
Per accedervi si possono percorrere molte vie, ma la passeggiata che di solito faccio io è quella in cui si arriva da Piazza della Signoria e la Galleria degli Uffizi.
Appena superata la stradina, ci si affaccia subito nell'Arno, e costeggiandolo a piedi si arriva al famoso Ponte Vecchio. Già da lontano si può scorgere la sua particolarità..le botteghe sembrano delle casette adagiate sull'acqua e cullate da essa, tutte di diverso colore, con archi e volte particolari e rosseggianti. Molti turisti si fermano spesso lungo la stradina a scattare fotografie, e devo dire che l'ho fatto anche io parecchie volte..soprattutto verso il tramonto..il Ponte da lontano è spettacolare. Continuando a camminare (e schivando la marea di turisti che vi si incontrano, soprattutto nei giorni affollati), si arriva in prossimità del ponte, che si rivela in tutto il suo splendore. Un luogo dove il tempo si è perduto, dove le vecchie botteghe orafe di una volta luccicano ancora, come luccicano gli occhi dei passanti, dei turisti che si fermano a guardarne ammirati le vetrine. E questo è Ponte Vecchio, una piccola finestra sull'Arno, dove la passeggiata diventa quasi medioevale, arricchita da bellezza e sacralità di un posto che non è cresciuto e si è perduto nei meandri del tempo.
Passare di là è come tornare indietro, fare un salto indietro nel tempo, perchè soltanto così se ne può godere appieno, e ogni tanto affacciarsi a qualche sprazzo di luce e vedere il Fiume. Sembra quasi di galleggiarsi sopra, mentre lo si percorre. Avete mai provato di notte? E' ancora più suggestivo! La fotografia è sempre d'obbligo quando ci passo, perchè ogni volta per me è un'emozione, mi arricchisce..non so proprio come spiegarvelo.
Credo che nel mondo ci siano dei luoghi che non hanno bisogno di descrizione a parole, ma soltanto di sentimenti e silenzio. Ecco, per me, Ponte Vecchio è uno di questi!
Continuando nella passeggiata, si arriva alla zona che poi porta a Palazzo Pitti. Quindi consiglio di passare di là se ci volete andare..
ovviamente è una zona pedonale e non è possibile accedervi con i mezzi se non a piedi.

Campanile di Giotto - FIRENZE

Il Campanile si trova accanto alla Chiesa di Santa Maria del Fiore. La seconda volta che sono stata a Firenze, non essendoci mai salita, mi sono lasciata incuriosire. Era un fresco giorno di pioggia, e anche la coda non era molta, stranamente!
Ero con degli amici di Roma, non molto intenzionati a salire, ma dopo varie opere di convincimento sono riuscita a salire con due di loro.
Il prezzo non è proprio poco, ma devo dire che adoro fare queste "scampagnate" tra i monumenti, anche giusto solo per dire..ci sono stata anche io!
La salita si è presentata subito tortuosa e faticosa. L'interno è ovviamene buio e senza finestre, gira in tondo e i gradini non sono uniformi, sono alti e un pò scivolosi. Io avevo le tennis e le consiglio per tutti, perchè coi tacchi è davvero improponibile!
Salendo non ci sono punti di appoggio, cioè se uno si stanca può stare soltanto in piedi, e la cosa è un pò fastidiosa, quindi consiglio, se siete asmatici o avete problemi cardiaci, di non addentrarvi. La prima volta che sono salita abbiamo anche fatto in fretta, visto che non c'era troppa gente. Ma mi è successo ancora che la gente spingesse da dietro, soprattutto chi ha più forza ed energia fregandsene anche un pò! La cosa non è troppo piacevole, soprattutto se avete dei bambini che è meglio che facciano i gradini un pò alla volta.
Consiglio quindi di salire quando non c'è troppa coda fuori.
A circa metà percorso ci si apre uno spiraglio di luce, e noi crediamo di essere arrivati in cima! In realtà siamo appunto circa a metà, ci si aprono davanti agli occhi le grate e cominciamo a vedere il primo panorama! Wow! Indescrivibile! Le persone sono già piccolissime, i tetti si colorano di rosso e l'atmosfera firentina invade i nostri cuori! I mie amici cominciano a sorridere dopo le fatiche e mi ringraziano con gli occhi!
Saliamo ancora, mancano pochi gradini ma sono gli ultimi..per ammirare un paesaggio stupendo! Passato l'ultimo gradino infatti..eccoci, nella splendida Firenze colorata, con un caos appena sussurrato, il vento che ti riempie e fa volar via i capelli, le persone minuscole, la grandezza di un monumento che ti sorregge sotto i piedi e ti entra dentro con tutta la sua prepotente prorompenza..ecco cos'è il Campanile di Giotto..una meravigliosità penetrante, fino all'osso, in cui non puoi parlare, ma solo sentire..ascoltare attentamente quello che ha da dirti..e cioè nulla! Ma un nulla così silenzioso e pacifico, unico e docile, indescrivibile, da lasciare ogni volta senza fiato.
La scalata con vista fino in cima è d'obbligo, non potete perdervela, la discesa sarà molto più facile, dopo che vi sarete lasciati cullare dalla leggerezza del vento.

PS io soffro di vertigini, ma non è stato un grosso problema. Durante la salita infatti, anche se non ci si può "appendere", non ci sono finestre quindi salendo non ci si accorge di nulla. Dal panorama un pò di paura può venire, ma ci sono delle ampie grate ed è impossibile cadere.

Opinione presente anche in trivago.it

Marradi - FIRENZE


Sono stata a Marradi l'anno scorso. E' un paesino piccolissimo, tra le colline, diciamo che ha due strade, ma si erge in una delle zone più belle dell'Appennino Tosco-Romagnolo. Si trova infatti sul confine, è la prima provincia di Firenze. A Marradi sono andata perchè adoro Campana. Possibile che sulle altre opinioni non si parli di lui? E' la principale attrazione dl paese! Il paese non ha nulla in sè, una piazzetta, un piccolo ponte con dei viottoli..piccoli negozi..un piccolo parco, il Teatro. La gente ci è sembrata anche un pò diffidente per la verità, ho chiesto dov'era la casa di Campana e mi hanno detto : "guardi che la casa è chiusa"..pure scocciati un pò..a me sinceramente interessava conoscere il luogo tanto amato da questo poeta FAVOLOSO, il luogo che, dopo l'esilio in Sud America per 3 anni, l'ha portato a ritornare per il troppo amore. E a ritrovare le solite tragedie che hanno sempre fatto parte della sua vita. Dopo una piccola passeggiata, subito dopo il Teatro sulla destra, c'è un piccolo parco, continuando per quella via si arriva alla casa, che sorge lungo la strada. La casa ha un portone molto grande di legno scuro..e mi ha lasciato un'emozione unica. Una porta direte voi? Sì! Perchè chissà quante volte è passato lui di là, quante volte ha lasciato le sue lacrime versate di incomprensione famigliare e paesana! Eppure è stato proprio questo paese la sua tragedia, la sua sconfitta. Egli infatti aveva una madre molto religiosa e un pò paranoica, dal quale si discostava poichè si sentiva semplicemente diverso..la madre non lo sopportava e andava a dire in giro in paese che era pazzo, solamente perchè lei gli riempiva di santini tutta la stanza e lui non ne poteva più..lo chiamava infatti "Anticristo" . Povero Dino,alla fine tutti hanno iniziato a pensare che fosse pazzo, poichè da ragazzo si incamminava per le valli e stava sotto gli alberi a scrivere poesie ed impressioni, e non studiava nulla..solo quello che pensava gli servisse davvero (la letteratura! ). I suoi genitori lo hanno infatti costretto a iscriversi a chimica..cosa c'entrava la chimica con lui non si sa..dopo le bocciature questo carattere ribelle venne visitato da psichiatri e da lì iniziò la sua odissea da un manicomio all'altro. Riuscì a fuggire in Sud America grazie al padre e tornò..si tornò( nonostante sapesse benissimo che sarebbe stato arrestato..) perchè,anche se non sopportava la gente del suo paese, era innamorato delle splendide colline di Marradi. Mi sono dilungata nella descrizione della sua vita, per arrivare proprio a questo..la profondità di quei luoghi si legge e si capisce benissimo dai suoi scritti..la pace e il silenzio esistono ancora, il dialogo coi boschi, che insegnano a volte più degli uomini..il contatto con la terra, questa terra cattiva e ricchissima..della quale non ci si può che innamorare. Ho trovato pienezza e desiderio, bellezza e profondità..nascoste da quattro case che sorgono su un piccolo colle. Vale la pena passarci ,credetemi, se amate Campana..altrimenti lo troverete un paesino un pò così, piccolo senza nulla, e comprerete una confezione di marmellata di marroni ( i fantastici marroni di Marradi...mah!! nella pasticceria che si trova in piazza..10 euro e non sono davvero nulla di che ) e ve la spalmerete sul pane e poi direte..vabbè Marradi..cosa mi ha lasciato? E' un paese RICOLMO DI POESIA,PERCHE' LA POESIA STA NELL'ARIA, E RICOLMA LA VITA. Respirate l'aria i Marradi, fa bene all'anima!

PS nella tabaccheria che si trova tra due strade arrivando in paese, ci sono delle belle cartoline panoramiche.

Nota