A spasso per l'Aventino

Il colle dell’Aventino durante la storia romana ebbe diverse fasi. In un primo tempo fu abitato da classi popolari e spesso da stranieri, successivamente invece vi furono edificate diverse residenze nobiliari. Le distruzioni barbariche e le vicende medievali non hanno comunque lasciato grandi evidenze archeologiche anche se vi erano comunque edifici importanti.

Come capita spesso a Roma alcune testimonianze del passato sono poi nel sottosuolo e non sempre facilmente visibili (i sotterranei dell’antica basilica di Santa Sabina, il mitreo di Santa Prisca, gli affreschi della domus di Largo Arrigo VII). In basso vi sono ovviamente anche le note Terme di Caracalla.

Ciò premesso una visita al colle romano è comunque interessante e gradevole per diversi altri obiettivi. Tappa consueta è ad esempio la Basilica di Santa Sabina costruita nel primo medioevo dove, a parte l’architettura, è notevole l’originaria porta lignea che, come altre parti della chiesa, risale al V secolo e costituisce un raro esempio di scultura paleocristiana. Opere importanti sono anche la marmorea “Schola Cantorum” ed alcuni affreschi.

Dopo questa bella visita i turisti amano comunque soffermarsi nel c.d. aranceto dove si può ammirare un bel panorama di Roma e poi proseguire, passando davanti all’interessante chiesa di S.Alessio, per Piazza dei Cavalieri di Malta dove è di rito una breve sosta c.d. “buco di Roma”. Nel foro di una serratura della Villa del Priorato è infatti possibile ammirare un singolare paesaggio sulla capitale e San Pietro.

La villa è in regime di extraterritorialità in quanto sede dello Smom (Sovrano Militare Ordine di Malta), ente riconosciuto internazionalmente, già Ordine dei Cavalieri di Rodi e degli Ospitalieri delle Crociate. A parte alcune sottigliezze giuridiche è un po’ come il Vaticano, al suo interno c’è anche un ufficio distaccato delle poste magistrali che però funziona occasionalmente.

Anche se, in genere in gruppi prenotati, l’accesso al complesso è comunque possibile da un ingresso laterale poco distante dal citato buco. Ed, a parte il notevole paesaggio su Roma, si tratta di una visita ben interessante.

Qui nel primo medioevo i monaci benedettini avevano costruito un convento che passò presto ai famosi Cavalieri Templari. Pertanto quest’area dell’Aventino, dopo la celebre persecuzione e la morte di Jacques de Molay ed altri nel noto rogo di Parigi, fu ereditata dall’altro ordine crociato ( gli ospitalieri, ora Ordine di Malta). E dell’antica presenza templare qualcosa è rimasto: ad esempio un pozzo ubicato nel parco.

La villa e l’annessa chiesa di Santa Maria del Priorato furono comunque completamente ristrutturati quando , nel XVIII secolo, divenne priore dei cavalieri il cardinale Rezzonico. Quest’ultimo ebbe l’idea di affidare l’incarico ad un artista a noi più noto per le sue pregiate incisioni, ovvero Giovan Battista Piranesi che ovviamente nel suo ruolo di architetto diede ampio spazio ai suoi interessi per l’arte dell’antica Roma. Essendo praticamente l’unica opera architettonica del Piranesi, i visitatori fanno presto a percepire che si tratta di un edificio con diverse peculiarità.

Scendendo dal colle e magari prendendo la metropolitana alla fermata della metropolitana del Circo Massimo si rasenta, ai piedi del colle Aventino, la terza area extraterritoriale di Roma: quella della Fao.

alpav








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