Via Mazzini - Verona

Verona merita una sosta anche solo per una passeggiata in Via Mazzini, la nota via dei negozi e delle boutique più prestigiosi della città. 
Sempre ricordata a livello turistico come la città degli innamorati, molte donne non possono dimenticarla per lo shopping.
La via si svolge da Piazza delle Erbe fino a raggiungere Piazza Brà. La camminata è quindi lunga, spesso affollata, ma piacevolissima. Se amate poi i negozi di moda, moderni, inusuali, speciali (come li definisco io!), vi divertirete un sacco (rigorosamente in compagnia di una donna!)!!

Degni di nota sono il negozio Camomilla, situato a circa metà. Oltre a tutti i gadget e abiti di Hello Kitty, troverete tutta la linea donna accessori e boutique Camomilla, con pezzi davvero originali e giovani. Tra borse, scarpe, abiti, sciarpe, cappellini, non saprete più dove guardare. Il negozio si trova al primo piano e dalla vetrata è possibile poi vedere parte della via, molto carino.

Il negozio Fiorucci, proprio all'inizio di Via Mazzini. Basta scendere le scale sulla destra e vi apparirà un mondo! Moda donna e uomo (taglie piccole!), ma camminate ancora un pò e troverete moltissimi abiti particolari, borse, oggetti inusuali e coloratissimi. 

Sicuramente Tezenis, una delle tante catene di intimo a basso costo che spopolano in molte città del nord Italia. Uno dei più forniti e ricchi della zona.

Vicinissimo a Piazza Erbe anche un negozietto artigianale particolarissimo, che vende bavaglini, abitini, grembiuli, accessori neonato, presine e tovagliette per la cucina e altre cosine carine del genere, tutte personalizzate, con il vostro nome cucito sopra. Voi scegliete il capo e il nome viene cucito davanti ai vostri occhi. Se amate questo genere di cose fateci un salto!

E naturalmente Gucci, Armani, La Perla, Furla, e Co.

Via Mazzini è meta di passeggiata turistica ma punto di ritrovo dei cittadini, ricca di bar e caffè, bazar, negozi di souvenir, banchetti. Passare da Piazza delle Erbe e Piazza Brà presuppone una sosta ristoratrice in uno dei tanti bar e ristoranti, o una passeggiata nei pressi dell'Arena.

Arena di Verona - Verona








Se passate per Piazza Brà a Verona, noterete senz'altro l'Arena. Appare imponente e incastonata in una delle più belle zone della città (a pochi passi da Via Mazzini, la via principale dei negozi, con cui contrasta decisamente!). Nonostante la fila per visitarla sia sempre lunghissima..prendetevi una giornata spoglia ed andateci. Niente concerti, niente casino. Voi e l'Arena, magari verso sera, verso il tramonto. Vi specchierete nel silenzio, nella teatralità e nella bellezza che questo anfiteatro può darvi. Una volta entrati (prezzo alto e senza sconti), vi immergerete davvero in un'atmosfera d'altri tempi, gli spazi sono ampi, i gradoni alti..percorrerla tutta vi farà sentire piccolissimi! All'ingresso, subito dopo, ci sono i bagni, non eccezionali, ma ne sentirete la presenza (purtroppo). Procedendo invece verso il centro potrete decidere se salire subito o se infilarvi nella buca dell'orchestra, come ho fatto io!! Da lì l'Arena appare in tutta la sua maestosità! E' veramente emozionante! L'ho percorsa fino in cima, sono salita sopra tutto i gradoni, e me la sono girata tutta, fino ai due palchi delle autorità, finchè potevo. L'aria era fresca, il sole tramontava, e l'Arena si colorava pian piano. Poche, direi pochissime persone. L'atmosfera era davvero unica, desolata ma non triste, forse malinconica ma molto molto profonda. Nulla a che vedere con quella che ospita i concerti o gli spettacoli.
Sicuramente degna di essere vista, sia nell'una che nell'altra occasione.
Io la preferisco spoglia. Parla.

Castelvecchio - Verona

Una fresca serata di febbraio, camminando per Castelvecchio. Scende il tramonto e i colori sono fantastici.










Shopping day - Camposampiero

Da quando esiste la notte bianca, anche il piccolo paese di Camposampiero si è adeguato ad essa, ma ha avuto un eccezionale idea! Cioè quella di far coincidere la notte bianca con il primo giorno di saldi! Il risultato è lo Shopping Day, un giorno che unisce il divertimento con "gli affari".

Quest'anno lo Shopping Day si è svolto il 5 luglio. Devo dire che non ero molto entusiasmata perchè non è che a Camposampiero ci sia una così grande offerta di negozi, e invece mi sono dovuta ricredere, perchè l'evento è stato organizzato proprio bene!
In effetti non dovevo andare, ma un'amica, che ha dovuto fare gli straordinari in negozio per l'occasione, mi ha pregata di raggiungerla e così ho fatto.
Prima di tutto la strada principale era bloccata al traffico quindi è stato piacevole passeggiare senza troppe macchine in giro. Camposampiero infatti sorge proprio al centro della Statale del Santo, piuttosto trafficata.
i negozi erano tutti aperti, con un sacco di luci carine, sembrava quasi il periodo natalizio. Inoltre anche le vetrine erano ben addobbate e invogliavano a fare acquisti.
Quando sono passata accanto al negozio della mia amica (un negozio di scarpe), era pienissimo..cavolo, erano tutti dentro i negozi! In effetti, subito dopo cena, non ì che ci fosse molta gente lungo le stradine del centro.
In piazza i bar erano tutti aperti, e molta gente si gustava un aperitivo allungato a cena nei diversi spazi allestiti per l'occasione.
In piazza c'erano anche dei gruppi musicali, e i famosi "Le Bronse Querte", una coppia di attori di cabaret molto in voga nella zona dell'alta padovana.
Dopo aver fatto un bel giro tra negozi e bancarelle, mi sono diretta verso Piazza Vittoria, per l'occasione allestita a balli latino americani..che bellezza! C'erano dei ballerini di tango veramente bravi, e molti bambini si cimentavano tra gli adulti, a coppie, erano proprio carini! Lì vicino c'erano anche degli spettacoli apposta per i bambini, con molti clown e giocolieri.
Continuando la mia passeggiata, più tardi, al Bar Riviera si è tenuto il Karaoke! Per chi non lo sapesse, il Bar Riviera si trova proprio in centro ed è molto frequentato dai giovani, sia per la colazione che per l'aperitivo serale, in quanto consta di diverse salette. Il karaoke è stata proprio una bella idea, infatti tornando la gente era aumentata moltissimo e i ragazzi cantavano a squarciagola.
Dopo aver fatto un bel giro per i negozi (e aver comprato anche qualcosina!), mi dirigo verso casa..ma sorpresa! Nella piazzetta vicino alla mia via è stata allestita una discoteca all'aperto, con DJ Max che anima la serata! 
Beh, devo dire che per me è stata una passeggiata estiva piacevole, l'atmosfera era allegra e festosa, e anche non eccessivamente caotica. Ma sicuramente per i giovani è una bella festa, in cui si balla e si fa shopping fino alla mezzanotte, senza pericoli per i ragazzi e i bambini. Direi che il Comune ha avuto proprio una bella idea!

Festa della fragola - Camposampiero

Ogni anno a Camposampiero si svolge la Festa della Fragola. E' un evento atteso, in cui il paese si rianima a festa. Dico si rianima perchè in un paesino così piccolo non è che ci sia molto da fare, nonostante sia un punto di riferimento imporante per le zone limitrofe.

Sono andata a questa festa innumerevoli volte, essendo Camposampiero il mio paese di origine. Già da quando ero piccola, agli anni dell'adolescenza, e qualche volta anche adesso..soprattutto per comprare le fragole e mangiare poenta e osei!
Devo dire che, visto quest'anno, non molto era cambiato dagli altri anni.
La piazza principale infatti era animata, piena di bancarelle che non vendevano soltanto fragole. In realtà questa è anche la festa dei fiori e dell'ortofrutta infatti, ma tutti la chiamiamo comunemente "festa della fragola".
Ogni anno, si ritrovano i coltivatori diretti veneti e non (essendo una festa nazionale), e portano i loro prodotti ortofrutticoli, decisamente di qualità. Le fragole poi sono buonissime, le vendono in cassette a prezzi davvero favorevoli.
Tutta la piazza è ricolma di bancarelle, solitamente ci sono anche stand di offerte dei ragazzi della pro loco (sempre fissi là ogni anno!).
C'è poi il classico capannone-tendone allestito con panche di legno, dove si può mangiare e bere, rigorosamente prodotti locali, quindi polenta, quagliette, costicine e molto altro (ma le patatine fritte non mancano mai). Il prezzo è veramente basso, con 5 euro si mangia un sacco, l'unica cosa è che c'è molto da aspettare, perchè ci và davvero un sacco di gente! Il tutto è contornato da musica, gruppi che suonano e spettacoli per l'intattenimento dei bambini.
La festa dura una settimana, quindi ogni giorno viene organizzato qualcosa di diverso, ma l'appuntamento fisso e immancabile che si ripete ogni anno è MISS FRAGOLA!
Una delle serate è infatti dedicata a una sfilata, dove verrà eletta la ragazza più bella (e brava e buona) del paese, e molte ragazze sfileranno per proporre abiti di giovani stilisti del luogo. Naturalmente è pieno di ragazzi e quando ero più giovane e si usciva tutti insieme, capitava di trovarsi la compagna di scuola che non ti aveva detto che andava, e di vedere tutti i maschietti della compagnia ammirati dietro a lei! 
Questa è la serata che attira più giovani, ma non mancano poi le visite di gruppi dei paesi limitrofi e anche di altre regioni d'Italia, che arrivano coi pulmann organizzati appositamente per l'evento.
Insomma, sicuramente si tratta di una festa di paese, ma che raccoglie moltissime persone venete e non, ma soprattutto che rianima un paese che si colora a festa poche volte nel corso dell'anno, regalandogli uno sfondo colorato di rosso!

Diga del Vajont











Passando per il piccolo paese di Longarone, troverete le indicazioni per raggiungere i paesini di Erto e Casso, poco prima dei quali si trova, sulla destra, la Diga del Vajont.
Da Longarone, passato il ponte che vi conduce verso la provincia di Pordenone, salirete per una montagna attraverso dei tornanti. Poco prima della diga c'è un semaforo che vi terrà fermi 7 minuti. Da qui si snodano infatti le gallerie, la strada si fa stretta e l'atmosfera comincia a diventare un pò, come dire, lugubre. Inoltre l'attesa la si fa in salita, con la montagna sulla sinistra e lo strapiombo sulla destra, non è che sia proprio il massimo.

Una volta scattato il verde passerete attraverso delle gallerie che sembrano più caverne. In effetti sono state ben scavate, nulla è stato toccato dopo la frana del Toc..superate queste..poco dopo, sulla destra, vedrete la diga e la sua desolazione. Tra le gallerie ci sono degli sprazzi di luce, che potrete percorrere, stando attenti alle macchine che passano. Sono delle aperture, delle specie di finestre o di balconi sulla diga.

Subito dopo le prime gallerie sulla destra compare una piccola chiesa con qualche monumento commemorativo, un piccolo parcheggio e una casettina di legno, dove potrete comprare depliant, libricini e il biglietto per effettuare la visita guidata (di 50 minuti) attraversando le zone della frana e tutta la diga. 
Il parcheggio costa 2 euro all'ora, è sempre controllato. Quando sono stata io era una giornata molto piovosa, fredda, e la gente era poca. Se siete temerari e decidete di affrontare la visita guidata, vi consiglio di scegliere un giorno poco soleggiato. L'atmosfera sarà un pò triste, ma almeno non farete code inutili e potrete viverla senza troppa calda e vociare attorno.
La chiesetta è veramente suggestiva. Pare di essere tornati indietro nel tempo. E' affiancata da una cascatella e da alcune lapidi commemorative, dedicate soprattutto ai lavoratori che quel giorno persero la vita. Da lì discende un percorso nell'erba e nelle rocce, per poter vedere la frana da vicino. Effettivamente fa un pò effetto.

La diga è molto meno grande di ciò che mi aspettavo. Nella casetta ci sono delle illustrazioni su come fosse con l'acqua, e il bacino, a vederlo così, non sembra neanche così grande! Il percorso si fa dalla montagna, e poi si ritorna attraversando completamente la diga. La camminata, che non sono riuscita a fare per via delle vertigini, si snoda attraverso le grate. Esatto, a parte a terra..tutto il resto è grata altezza uomo..quindi se come me avete paura dell'altezza, pensateci bene! Certo, l'esperienza dev'essere favolosa. Dalla parte delle gallerie potrete vedere l'altra faccia della diga, sempre alquanto lugubre, triste e desolata. Verso sera inoltre cominciava a venire su la nebbia, dando l'aspetto di una montagna abbandonata a sè stessa.
Effettivamente il posto è tremendo. Molto comunicativo, silenzioso, tristissimo, a tratti malinconico. Si sente e si vive l'atmosfera che ha caratterizzato e che caratterizza tutt'ora gli abitanti di Erto e Casso. Andare alla diga e non attraversarla è un peccato. Sarà una cosa che, prima o poi, cercherò di vincere.
Purtroppo, visto il tempo e la pioggia, non sono riuscita a visitare Erto e Casso, e neanche a passare a trovare Mauro Corona. Ad Erto è presente il Centro Visite, dove potrete trovare molte testimonianze e documenti sulla frana, la sua gente, le sue conseguenze.
Nella stessa Longarone sono presenti una mostra permanente e la chiesa-museo commemorativa. A 5 km da Longarone invece, nella frazione di Fortogna, è presente il Cimitero Monumentale, dove sono sepolte tutte le persone che persero la vita quella notte.

Tempio Canoviano - Possagno






Se passate dalle parti della provincia alta di Treviso, vi consiglio di fermarvi qualche oretta a Possagno, un piccolo paesino sui colli. Lì troverete il Tempio Canoviano, una costruzione neoclassica collocata su un piccolo colle, che ospita le spoglie di Canova, ma anche il piccolo museo dedicato a lui, nella sua Casa Natale, contentente diverse opere in marmo e gesso.

Il Tempio Canoviano ricorda moltissimo lo stile architettonico greco. E' costituito infatti da un ampio e maestoso colonnato (che richiama motivi del Partenone di Atene), da un corpo centrale (Pantheon di Roma) e da un degno abside dell'Altare Maggiore. Queste tre componenti vengono associate rispettivamente alla civiltà greca, a quella romana e infine alla cristianità.

Arrivando potrete salire il colle e la strada in salita con la vostra auto. Nel piazzale si può sostare, di solito il Tempio non è troppo affollato (a meno che non ci siano funzioni). La gradinata è ampia, il Tempio è davvero possente, bellissimo! Le colonne che lo circondano sono enormi, e danno davvero un senso di imponenza. Attraverso i gradoni ci si sentirà piccoli più che mai! L'ingresso è dato da una piccola porticina laterale sulla destra, alla fine della quale vi apparirà questa piccola chiesetta internamente circolare. Il pavimento è di pietra bianca e rossa, del Piave. Tutto attorno ci sono piccoli altari, e di fronte l'Altare Maggiore presenta la Deposizione di Canova. Sulla parte di sinistra si trova la tomba dell'artista, affiancata a quella del suo fratellastro Giovanni Battista Sartori Canova, Vescovo di Mindo. Ai lati delle due tombe ci sono i due busti rappresentativi (quello di Canova è un autoritratto).

Il Tempio fu progettato da Canova tra il 1804 e il 1818. La prima pietra fu posata l'11 luglio del 1819, celebrata da una festa di tutto il paese. Il Tempio fu spesato completamente da Canova, mentre per la sua costruzione si impegnarono tutti gli abitanti di Possagno e limitrofi.

Canova non potè purtroppo vedere il suo Tempio, poichè morì pochi anni dopo l'inizio della sua costruzione, ma affidò i lavori al fratello. Il Tempio fu terminato il 7 maggio del 1832. 

Merita sicuramente una piccola visita, una passeggiata, un pensiero, un gesto d'amore per uno scultore unico al Mondo.

Heinfels Burg - Heinfels - AUSTRIA

Un castello solitario e un pò cadente, ma tanto affascinante. Se passate nel tirolo austriaco lo troverete a pochi chilometri dal confine con l'Italia. Consiglio di andarci. Una piccola perla abbandonata. Ma solo per chi ama i Castelli.










Ristorante Montecarlo - ROMA

Sono stata in questo ristorante lanno scorso destate per la seconda volta. È un ristorante/pizzeria molto conosciuto tra i romani per la posizione molto centrale, ma soprattutto per i prezzi che sono alla portata di tutti. Per 12 euro si riesce a mangiare e anche bene, in pieno centro, cosa non facile a Roma. Ve lo consiglio, soprattutto se programmate cene di gruppo. Unica pecca: il flusso di gente è notevole, ti servono in un lampo (che va anche bene), ma allo stesso modo vogliono che si liberi il posto il più in fretta possibile per non perdere nemmeno un cliente. In questo modo, cenare lì diventa non proprio piacevole se uno ha intenzione di rilassarsi e prendersi almeno un paio di ore. Ad ogni modo: andateci, almeno una volta!

Ci sono due specialità, pastasciutta in tutti i tipi e in tutti i modi e pizze. Ho assaggiato una pizza la prima volta che sono andata e spaghetti allamatriciana lultima. Diciamo che, se la prima non mi era rimasta tanto impressa per via della pizza che non è niente di speciale, la seconda volta è stata quella che mi è rimasta più impressa.
Innanzitutto il locale. Abbiamo sempre preferito mangiare fuori, nei tavoli riservati allesterno, che destate si estendono fino a Corso Vittorio Emanuele. I camerieri sono rapidissimi. Anche se si arriva lì che cè una fila di gente che attende, ti dicono con un sorriso che provvederanno in cinque minuti. E non lo dicono così per dire, è vero! In quattro e quattrotto ci hanno fatto sedere e sono venuti a prendere le ordinazioni. Non ci sono secondi piatti nel menù, ma solo primi. I prezzi sono veramente appetibili, si va da un minimo di 6 euro ad un massimo di nove per le cose più elaborate. Io ho ordinato una amatriciana: la porzione, gigante, è arrivata su un piatto in metallo che serve, credo, a mantenere a lungo il calore del cibo. Riuscire a finire un piatto del genere è difficile, ma non impossibile. Noi eravamo particolarmente affamati e abbiamo divorato tutto. Prima dellamatriciana, abbiamo preso degli antipasti, delle frittelle di mozzarella, patate, olive ascolane e crocchette di patate. Niente di particolarmente elaborato, probabilmente sono anche surgelate, ma per bloccare la fame e lattesa (breve, in verità) sono lideale. 
Ma il punto forte di questa pizzeria è il clima tipicamente romano. Il proprietario gira tra i tavoli come nelle migliori trattorie e chiede se tutto va bene e se si è soddisfatti. Basta poi un niente, un particolare, che inizia subito a scherzare in romanesco. La sua verve è davvero incredibile. Non perde di vista un cliente e mette il buonumore. 
Come ho già detto, appena si finisce, tempo due minuti e qualcuno vi chiederà se volete qualcosaltro, caffè, dolce, ammazzacaffè..domanda che vi rifarà poi una seconda, alla terza vi farà notare che cè una lunga fila di gente in attesa, per cui, se non vi dispiace. Ad ogni modo uno se ne va col sorriso sulle labbra. Spendere poco (14 euro a testa) per così tanto ben di Dio, in un clima di allegria genuina, ha comunque un prezzo da pagare. Sennò sarebbe un posto perfetto, alla Montecarlo, appunto..E forse per questo si chiamano proprio così, per fare dellauto ironia sui posti più chic, ma anche più noiosi!

Ristorante Bla Koo - ROMA

Ristorante interessante se pensate che solo la cucina italiana sia quella universalmente valida. Esiste anche la cucina svedese che ha il sapore di patate e salmone affumicato, torta di mele e di yogurt. Questo ristorante a Roma resta un po isolato, anche se è in una zona ben nota e anche molto ricca, vicino a Villa Albani e Villa Borghese. Sono stata sempre la scorsa estate sempre in occasione del compleanno di un amico e abbiamo festeggiato con una cena al Bla Koo. Non ho pagato io per cui non vi so dire quanto abbiamo speso, però posso dire che a testa la cena non è venuta più di 17 euro, considerato quello che abbiamo preso. 

Siamo andati a cena tardi, intorno alle dieci e mezzo, ma nonostante tutto il locale era ancora affollato. Non abbiamo prenotato e abbiamo dovuto attendere una decina di minuti prima che ci venisse assegnato un tavolo. Larredamento, sui toni dellarancio e del legno chiaro, è rilassante e minimalista. Luce chiara con spot light diffuse un po ovunque. Il ristorante, che è anche un bar/caffè, è gestito da personale svedese. La cucina segue anche delle influenze indiane con verdure e pollo al curry e masala accompagnato da riso, ma di base il menù proposto è svedese, quindi abbondanza di zuppe di verdure, tonno, salmone con patate, patate ripiene. Abbiamo ordinato un antipasto humus con le verdure crude e miste, accompagnato da yogurt e la senape che non è quella che trovi normalmente al supermercato.
Tra le specialità, la tagliata di tonno con patate, il salmone alla svedese in salsa daneto e senape, la tagliata di manzo danese, il cocktail di gamberetti e formaggio.
Io ho preso come primo una patata BLa Koo ripiena che è la loro specialità. Me lhanno portata fumante in un cappottino di stagnola. Ricorda molto la jacked potato inglese, ma è più piccola, le patate restano un po più sul violastro-blu, sicuramente è una qualità che viene importata dalla Svezia. 
Vino bianco internazionale (che non ho bevuto), ma non ricordo letichetta. Servizio nella media, design della tavola e delle posate interessante, sui toni del bianco e del nero, tovagliette di bambu per completare. 
Dopo la patata, a prima vista non così impegnativa per lo stomaco, ma dopo averla finita, decisamente ingombrante, ad ogni modo squisita, non cera spazio per altro se non per un dolce. Ci siamo fatti suggerire dalla vista del tavolo accanto al nostro e abbiamo ordinato una fetta di torta al cioccolato. Che era un po come la Sachè, ma più leggera. 
Un posto dove vale la pena tornare e non solo per la curiosità di mangiare qualcosa di diverso.

Rosso Pomodoro - BOLOGNA

Sono stata in questo ristorante, in una posizione abbastanza centrale, a Bologna, lo scorso Gennaio quando sono andata a trovare una mia cara amica che studia lì.
Non sapevo che si trattasse di una catena finchè non lho trovato anche in altre città, tra cui Roma e Milano. Lambiente è accogliente, in tinta rossa come il pomodoro simbolo del ristorante, la luce è soffusa, cè un bar/cassa centrale e i tavoli disposti su più sale attorno. Allingresso si trovano tutti i libri e libretti, flyers su Bologna e provincia.
Noi ci siamo sistemati, purtroppo, accanto allingresso della cucina. Dico purtroppo perché latmosfera in questo caso si è spezzata con landirivieni dei camerieri e lodore della cucina. 
La cucina ha una forte impronta napoletana. Io ho ordinato O Caciocavallo che è una specialità di cui vanno molto fieri dato che mi è stato suggerito direttamente dal cameriere. Di tratta di una sorta di fonduta filante di caciocavallo più verdurine grigliate. Non mi andava la solita pizza (anche perché lavevamo mangiata praticamente tutti i giorni precedenti). Abbiamo ordinato anche un piccolo antipasto in due: la composizione, accompagnata da delle specie di piadine di gran leggere, era molto variegata. Dalle olive ad una selezione di salumi, tra cui tre tipi diversi di prosciutto. Non abbiamo ordinato vino, per cui non vi so dire che selezione ci fosse e se fosse assortita. Io ho preso una bibita e acqua. La mia amica, irriducibile della carne, ha mangiato una tagliata di manzo ed è rimasta molto soddisfatta . Le porzioni sono abbondanti. In totale abbiamo speso una ventina di euro a testa ordinando anche i salumi. Servizio, come dicevo, è un po lentino e si può fare di più. Nel mio caso, si sono anche sbagliati con lordinazione e ci è voluto un po prima di riavere quello che avevo ordinato. Ad ogni modo, credo che tra i camerieri ce ne siano molti di passaggio, come studenti che lavorano part-time.

Ristorante Pappa e Citti - CAGLIARI

Pizzeria su due piani su Viale Trieste aperta fino a tardi. Sono stata una sola volta per una pizza di gruppo e mi sono trovata abbastanza bene. Pizze giganti, pizza pappa e citti speciale molto gustosa (impossibile però finirla), prezzi molto convenienti, arredamento essenziale, un po spartano. La consiglio se proprio non vi va di arrivare fino al centro e non avete altre mete o se capitate lì. E se siete dei buongustai della pizza. 

Abbiamo organizzato una tavolata di gruppo e ci hanno sistemato al piano di sopra. Il locale è un po anonimo, tovaglie bianche, quadri un po arrangiati, sedie di plastica, più carino sotto che sopra. Ha anche delle terrazze, ma quella sera faceva troppo freddo per stare allaperto e abbiamo preferito stare dentro. La specialità è la pizza come si può immaginare ed è davvero protagonista ed è fatta rigorosamente con forno a legna. Hanno anche qualche piatto della tradizione sarda, ma io non ho provato nulla. Credo comunque che raramente io abbia mangiato pizze così extra large e ben condite. Il servizio è stato puntuale, forse un po freddino, ma comunque efficiente. È un po un ristorante fast food. Non ti aspetti di mangiare una pizza così buona ad un prezzo così esiguo.
Una curiosità, pappa e citti in sardo vuol dire mangia e taci, sarà perché dopo pizze del genere uno non riesce più a dire una parola perché pienissimo? Menomale che cè il mitico mirto che fa digerire!

Ristorante Olio Sale e Pepe - ROMA

Mozzarelline, bocconcini di pollo, filetti di baccala. Ogni volta che ritorno qui, provo qualcosa di diverso, ma immancabili sono le panature croccanti che consiglio a tutti come antipasto, senza però rimpinzarsi troppo. Meglio se dividete un antipasto per due. La pizza è ottima, lho assaggiata la prima volta che ho scoperto questo posto anni fa.

Il locale è molto accogliente, predomina il legno e il cotto. Hanno uno di quei forni a legna immensi e rustici. Latmosfera è sul rustico, ma ricercato. È un locale molto frequentato da studenti universitari e stranieri, laria che si respira è internazionale e molto vivace. I camerieri non sono poi così simpatici, ma questo dipende anche dallafflusso di gente. 
Sale e Pepe è anche una stuzzicheria, quindi sono in molti quelli che entrano anche solo per una birra e una bruschetta. Viene frequentato soprattutto a tarda sera dai giovani, prima di lanciarsi nella movida trasteverina e romana. 
Quando sono stata io ho ordinato i filetti di baccalà e delle pastelle di fiori di zucca come antipasto, che ho diviso con unamica e per secondo uninsalatona di tonno. 
Si trovano comunque anche cose molto tipiche e veraci come la trippa e le cotiche con fagioli, spaghetti al cacio e pepe (che hanno preso i miei amici come specialità del posto) e la classica amatriciana. 
Il prezzo non superava i 20 euro a testa, incluso caffè, qualche dolce e vino. Considerata la posizione nel cuore di Roma, labbondanza delle porzioni, direi che il prezzo è assolutamente allaltezza. 

Lago di Braies






Se amate le Dolomiti, se amate i laghi alpini e passate dalle parti di Dobbiaco, non potrete non fare una piccola passeggiata al Lago di Braies. Sarà una bellissima esperienza, visto che è uno dei laghi più belli e panoramici della zona.

Il Lago si trova in località Braies, vicinissima a Dobbiaco, a pochi chilometri da Brunico.
All'arrivo potrete lasciare la macchina in uno dei tanti parcheggi piazzola, gratuiti, ma io vi consiglio di arrivare fino in fondo alla strada e lasciare l'auto nel parcheggio (custodito) a pagamento, è molto più vicino e farete meno fatica (soprattutto se pensate di fare il percorso a piedi attorno al lago). Il parcheggio costa 5 euro, ma potrete sostarvi tutto il giorno.

Al nostro arrivo pareva ci fosse molta gente, il piccolo ristorantino che accoglie i turisti dopo il parcheggio era affollatissimo, compreso il bazar di souvenir. Naturalmente ci lanciamo verso la spiaggia, visto che apprezzare la natura in mezzo al caos mi dà molta noia.
Un piccolo ponticello di legno vi conduce all'Hotel Lago di Braies, con annesso ristorante ricercato, aperto a tutti, se volete mangiare fronte lago qualcosa di più interessante di prodotti locali spartani tirolesi o un panino con wurstel. Dall'altra parte vi è l'ingresso al lago, di un colore azzurro verde stupendo, che lascia il segno. Bellissimo, veramente! Un piccolo pontile permette il noleggio di barchette di legno per poter fare il giro del lago (10 euro per qualche ora). Sarete solo voi con la barchetta, una cosa piuttosto romantica, sempre se non siete imbranati e sapete usare i remi. Solo l'idea di finire nell'acqua gelida mi ha distolta in fretta dal noleggiarla.

Il percorso del lago si snoda in due punti. Andando a caso abbiamo scelto il percorso partendo da destra (molto più duro e impervio, vi consiglio di partire da sinistra!). La spiaggia è di sassetti, ma poco più in là c'è prato verde (in estate), ci si può sdraiare all'ombra e qualche temerario fa anche il bagno. L'acqua è davvero pulitissima (anche se ghiacciata), i pesciolini vi baceranno i piedi.

Dopo una breve sosta, dal boschetto cominciamo il percorso. Che dire, una meraviglia! La stradina è tutta in salita e discesa, scale, radici di alberi da evitare, immersi in una vegetazione rilassante e freschissima. La stradina è comunque ampia e agevole, anche per chi ha bambini piccoli. I punti panoramici sono frequentissimi e bellissimi, portatevi una macchina fotografica, le foto da fare sono mille, sempre diverse. Alcuni tratti del lago ricordano il mare, i colori sono veramente splendidi, i giochi di luce altrettanto, le montagne che si affacciano a specchio sono meravigliose..il clima a fine agosto era poi perfetto per una passeggiata del genere.
A metà percorso la stradina scende alla spiaggia principale, dove molta gente fa il bagno ma dove non c'è nessun punto di ristoro. Sono presenti panchine, tavolini per il pic nic (molti turisti russavano), ma null'altro. Quindi se pensate di andarci a ora di pranzo dovrete senz'altro scampagnare. La seconda parte della stradina è ben più panoramica e difficile. Ho fatto fatica in alcuni punti e il lago non finiva più (tra vecchietti e donne incinte che mi superavano come se nulla fosse..). Ma gli scorci erano splendidi, ancora più belli forse rispetto all'altra parte. Alcune panchine erano poi ricavate in tronchi d'albero, c'erano diversi stop in cui sedersi, e cascatelle in cui bagnarsi e riprendersi un attimo. La fine è stata snervante. Il lago appare piatto e neanche pulitissimo, ma le montagne vi si specchiano in modo favoloso, la vista è qualcosa di stupendo. Alla fine, come mio solito, mi fiondo nel negozio souvenir, ma non c'era nulla di esaltante da comprare, a parte qualche segnalibro e cartolina. Non ho mangiato al ristorante, ma la persona che era con me sì, e la notte non è stata stupenda per entrambi, visto che l'ha passata a vomitare. Forse il cibo non era il massimo?!

Il lago di Braies merita senz'altro una giornata. La passeggiata è fantastica. Forse un pò faticosa per chi non è allenato, ma da fare. Consiglio la parte di sinistra, più duretta, così poi potrete godervi il panorama in salite e discese più "leggere". Io sono stata in agosto, dopo ferragosto, poca gente, tanto relax, nessun rumore, luci negli occhi.

Lago di Anterselva






Sono stata ad Anterselva poco tempo fa. La località si trova vicinissima al confine con l'Austria, nella parte alta del tirolo italiano. Questo lago è uno dei più grandi della zona, dopo quello di Braies. Mi incuriosiva quindi moltissimo, e ho deciso di visitarlo e di percorrere il percorso a didattico a piedi che lo circonda.

Se provenite da Dobbiaco, la strada che vi porterà ad Anterselva è quella per Brunico. A circa 10 km troverete una svolta sulla sinistra che vi porterà nella Valle omonima, ricca di verde e colline, una zona fresca e rigogliosa. Il paesaggio è già diverso da quello della Val Pusteria, io l'ho trovato più selvaggio. Se provenite da Bolzano invece, la strada è sempre quella della statale che vi porta a Dobbiaco-San Candido.

Il Lago di presenta piuttosto grande e ricorda un pò quello di Braies. Molto meno frequentato, si apre con una piccola stradina dove c'è un parcheggio che ospita poche macchine. Si può anche parcheggiare lungo la strada o nelle piccole piazzole di ghiaia presenti ai lati. Il parcheggio è gratuito. All'ingresso c'è un bar ristorante con dei tavoli di legno all'aperto, che fa anche da piccolo bazar-souvenir. Il percorso circonda tutto il lago, ed è didattico. Studiato per i bambini, riporta moltissime informazioni utili sulla flora e la fauna del posto, ma anche sui tipi di rocce e sui cambiamenti nel corso degli anni. 

E' possibile percorrere il lago solo per metà, anche se la stradina inizierebbe dal lato sinistro per poi continuare dal lato "strada", oppure completamente. I parcheggi sono due, esattamente a metà percorso, dove è presente un altro punto di ristorazione con parco giochi per bambini e prato su cui rilassarsi e prendere il sole.
Noi abbiamo percorso tutta la stradina, devo dire meno faticosa di quella di Braies, ma anche meno panoramica in alcuni punti.
La stradina si presenta a tratti di legno, a tratti di sassetti, con scale piuttosto ripide oppure salite e discese, non troppo impegnative. Lungo il percorso vi sono inoltre parecchie spiaggette di sassolini, anfratti, panchine, e naturalmente un' ampia e ricca vegetazione che vi avvolge completamente. Sulla sinistra è presente il bosco, senza percorso, ma nel quale è possibile inoltrarsi (molti bambini presenti ne erano entusiasti!) tranquillamente, stando un pò attenti a non scivolare, perchè il bosco si sviluppa in salita.
Alcuni punti sono davvero incantevoli. Vi sono inoltre diversi stop panoramici, e diversi cartelli che illustrano le rocce ritrovate nella zona, le leggende associate al lago, i tipi di vegetazione, di fiori, gli animali, le conformazioni delle montagne, i cambiamenti del lago stesso dopo diverse frane avvenute e molto altro. I cartelli sono affiancati da esempi reali, le rocce ad esempio si possono toccare e se ne può sentire la profondità. Diversi punti panoramici presentavano anche degli apparecchi che amplificavano i piccoli rumori, molto simpatici, soprattutto per i bimbi. La parte più interessante è sicuramente quella di sinistra, dove alla fine si arriva al secondo parcheggio. Si apre un grande prato, una piccola spiaggia, diverse panchine, un ristorante, un parco giochi. La zona era abbastanza affollata, a differenza del punto di partenza. Inoltre il percorso continua al di là della strada, e noi abbiamo fatto un pò di fatica a capire da dove passare.
La seconda parte di passeggiata non è purtroppo stata entusiasmante. La strada passa proprio tra il percorso e il lago. E' quasi tutta in salita, senza protezioni, completamente immersa nel bosco. E anche se più "naturale" e vera, è anche faticosa e poco praticabile per chi soffre ad esempio di vertigini e certamente sconsigliata per chi ha bambini piccoli o chi decide di scampagnare (e lo fanno in molti) con passeggino al seguito. La vista idem, non è stupenda, a parte in alcuni punti. All'inizio però devo dire che il contatto con la natura è molto più vivo. Dopo lunghe salite e discese il lago quasi scompare dietro la strada, se poi passano molte macchine vi arriverà anche l'odore di smog che non è certo il massimo!
La stradina discende e si attraversa poi una parte di bosco, molto interessante, considerando la quantità di daini e cervi presenti, tranquillamente in libertà, mansueti e dormienti! 
Al ristorante troverete principalmente piatti tirolesi, cartoline, gelati e piccoli snack. Nulla di eccessivo e neanche troppo caro. Il percorso è stato tranquillo perchè c'era davvero poca gente, la strada si percorre tutta anche senza sosta, ma è comunque possibile sostare nelle spiaggette e fare il bagno (se non soffrite troppo il freddo!). 
Sicuramente un lago che consiglio, se amate i laghi alpini, in alcuni punti non troverete differenza tra questo e Braies. Il colore dell'acqua è splendido, le montagne, la vegetazione prorompente, gli animali, il contatto con la natura molto più intenso.
Ma la seconda parte del percorso non l'ho trovata eccezionale. Se dovete scegliere di farne solo uno consiglio il primo, è molto interessante, fattibile e panoramico. L'altro è anche evitabile, poco curato e più faticoso. 
Ma se passate in queste zone e amate i laghi alpini, non potrete perdervelo!

Nota